non scrivo qui sopara da una vita.
a malapena ricordavo l'account.
una vita fa
una vita in cui tu non c'eri
una vita in cui solo ti affacciavi
vorrei incontrare quel poveraccio di C.
vorrei guardarlo negli occhi e digli "purtroppo l'ha rifatto"
vorrei guardarlo e vedere che nei suoi la vita dopo di te.
perchè so che c'è una vita dopo di te.
ma in questo momento mi sento troppo presa per il culo.
non lo sai ma da un pò di tempo a questa parte mi sono messa a fare l'ispettore gadget.
mi hai servito la possibilità su di un piatto d'argento.
tu e la tua poca dimestichezza con la gestione economica delle tue cose.
e così mi sono ritrovata di fronte a quel numero.
quel numero che io avevo visto perchè tu, tanto ingenuamente mi avevi fatto vedere
quel numero che ti ricordava qualcosa...dovevi dire qualcuno
qualcuno che hai contatto il giorno del mio compleanno.
grazie mille. proprio tanti carissimi auguri di buon compleanno.
qualcuno che mi avevi detto di non aver più sentito,
aggiungendo di non avere nulla da nascondere
eppure hai nascosto tutto molto bene,
finchè hai retto naturalmente.
poi non ce l'hai piu fatta
hai avuto la brillante idea di regalarmi un weekend a belino per il mio compleanno
di mollarmi sulla strada del ritorno e di correre da lei.
clap clap
almeno così hai la coscienza a posto
hai sempre detto di non saper mentire
però hai saputo nascondere le cose molto bene.
le hai scritto un messaggio non appena io ho richiuso il portone di casa mia
e te fuori dalla mia vita
peccato non sia così facile sbattere te e la nostra storia fuori dalle mie vene
mi faccio male ancora una volta.
controllo e ricontrollo.
un messaggio dopo l'altro
una chiamata dopo l'altra.
una pugnalata dopo l'alra.
mi sento così presa in giro.
e tu che piangente mi dicevi che il giorno dopo non avresti cmq smesso di amarmi.
però hai evitato di dirmi che saresti subito corsa da lei.
ma in fondo cosa pensavo...che saresti rimasta lì, sola, nel tuo dolore e nei tuoi dubbi a cercare di capire??? figuarsi. tu che vivi di impulsi...
vi meritate l'un l'altra.
ah, non te l'ho detto ma l'ho pensato...secondo me la colla ce la messa lei...
si, fate proprio una bella coppia.
clap clap
addio.
mercoledì, gennaio 27, 2010
mercoledì, febbraio 25, 2009
Ho deciso di chiudere.
In fondo non è il primo e non sarà sicuramente l'ultimo blog che chiudo.
Non temete miei cari lettori, potrete continuare a leggere i racconti, le gesta e soprattutto le paranoie di questa buffa creatura che sono ad un altro indirizzo.
Chiunque di voi lo desideri mi scriva una mail :-) sono sicura che il mio indirizzo lo avete e se non lo avete potete facilmente trovarlo navigando su questo blog!
Vi chiedete il perchè di questa mia scelta? Che senso abbia porre fine "almondosecondog" ?
Il mio blog è come la mia casa.
In questa casa ora non mi sento più a mio agio.
Ho bisogno di migrare altrove, di trovare un nuovo posto tutto mio...come direbbe Fabietto...un posto nel mondo.
Ci si vede da qualche altra parte...
Adieu
G'
In fondo non è il primo e non sarà sicuramente l'ultimo blog che chiudo.
Non temete miei cari lettori, potrete continuare a leggere i racconti, le gesta e soprattutto le paranoie di questa buffa creatura che sono ad un altro indirizzo.
Chiunque di voi lo desideri mi scriva una mail :-) sono sicura che il mio indirizzo lo avete e se non lo avete potete facilmente trovarlo navigando su questo blog!
Vi chiedete il perchè di questa mia scelta? Che senso abbia porre fine "almondosecondog" ?
Il mio blog è come la mia casa.
In questa casa ora non mi sento più a mio agio.
Ho bisogno di migrare altrove, di trovare un nuovo posto tutto mio...come direbbe Fabietto...un posto nel mondo.
Ci si vede da qualche altra parte...
Adieu
G'
giovedì, febbraio 12, 2009
Vivo in apnea.
Vivo in apnea per mille motivi. Per mille incertezze.
Per tutti i capitoli che si devono chiudere e per tutti quelli che a breve si apriranno.
Ogni giorno vedo una goccia cadere, ma ancora non ha capito se è qualcosa che perdo, se è il tempo che passa e svanisce chissà dove o è un vaso che si riempie e da cui presto potrò bere.
Penso a chi mi conosce da una vita e che ha visto tutti i miei cambiamenti e voi dico “ancora cambierò perché ancora non mi sento completa, ancora non mi sento io, ancora non so chi sono e cosa voglio essere”.
Penso a chi è presente ogni giorno nelle mie giornate senza però essere veramente nella mia vita.
Penso a chi legge le mie parole sempre e ancora con un sorriso.
Penso al passato e al futuro ma non riesco a vivere il presente.
Vivo in apnea, in attesa che i giorni scadano ma che il frutto diventi maturo e che io non sia da buttare.
Oggi di colpo ha incominciato di nuovo a fischiarmi l’orecchio.
Per tutti i capitoli che si devono chiudere e per tutti quelli che a breve si apriranno.
Ogni giorno vedo una goccia cadere, ma ancora non ha capito se è qualcosa che perdo, se è il tempo che passa e svanisce chissà dove o è un vaso che si riempie e da cui presto potrò bere.
Penso a chi mi conosce da una vita e che ha visto tutti i miei cambiamenti e voi dico “ancora cambierò perché ancora non mi sento completa, ancora non mi sento io, ancora non so chi sono e cosa voglio essere”.
Penso a chi è presente ogni giorno nelle mie giornate senza però essere veramente nella mia vita.
Penso a chi legge le mie parole sempre e ancora con un sorriso.
Penso al passato e al futuro ma non riesco a vivere il presente.
Vivo in apnea, in attesa che i giorni scadano ma che il frutto diventi maturo e che io non sia da buttare.
Oggi di colpo ha incominciato di nuovo a fischiarmi l’orecchio.
sabato, febbraio 07, 2009
The Poser
Una volta non ero così.
E tutti penserete, “ si lo sappiamo”…ma in realtà non mi riferivo a “ quello”…
Una volta l’immagine di me che osservavo nello specchio non mi piaceva.
Non mi sentivo brutta ma mai neanche lontanamente bella.
Quelle “belle” erano sempre le altre, e la cosa non mi pesava affatto, semplicemente non mi interessava. Non ci tenevo a seguire la moda del momento e a darmi un tono come la maggior parte delle mie compagne facevano. Certo, nelle piccole cose mi omologavo a “loro” ma era un effetto il più delle volte involontario piuttosto che una scelta consapevole.
Portavo i capelli lunghi e li pasticciavo di continuo come ogni tipica incosciente adolescente.
Quando si giocavano i mondiali del 90, ai tempi in cui Roberto Baggio portava il codino con le treccine volevo farmeli anche io così, ed anche se questa ormai è preistoria credo che ciò vi faccia capire quanto possa essere stata stupida da piccola.
Quando andai in Irlanda, ormai ai tempi del liceo, li feci color mogano.
Quando tornai, non contenta, feci ciuffi blu e rossi, che scolorendo diventarono prima verdi poi color paglia.
Li tagliai inevitabilmente.
Una volta ricresciuti mi feci la permanente.
Ora i miei capelli e la mia capigliatura sono diventati parte integrante di quel “LegoPoser” che sono diventata.
Sono una parte fondamentale di me ma non li curo molto, così come curo molto poco tutto il resto del mio corpo.
Sto a dieta una settimana si e tre no.
Faccio sport ma non con costanza.
Mi depilo ma non sempre.
Non passo ore davanti allo specchio a guardarmi.
Mi faccio una maschera di tanto in tanto.
Insomma non sono certo un “esteta” del corpo.
Eppure ogni tanto mi capita di riguardare certe “vecchie” foto, di quando le digitali reflex si potevano solo ancora immaginare.
Le guardo, mi guardo, inorridisco e quasi non mi riconosco.
Guardo certe foto di oggi, sorrido compiaciuta e ancora non mi riconosco.
La mia immagine è cambiata, la guardo, mi guardo e ora vedo qualcosa di bello.
A volte di talmente bello che penso…no, quella non posso essere io…e invece!
Lo so, penserete ma quanto è egocentrica e narcisista questa ragazza?!?
Lo ammetto, un po’ lo sono, ve lo concedo.
E’ vero: Io mi piaccio e non mi vergogno a dirlo, così come non mi vergogno a dire che tante altre volte non mi piaccio affatto.
Ma in fondo cosa c’è di male in ciò???
Cheers a tutti… belli e brutti!:-)
E tutti penserete, “ si lo sappiamo”…ma in realtà non mi riferivo a “ quello”…
Una volta l’immagine di me che osservavo nello specchio non mi piaceva.
Non mi sentivo brutta ma mai neanche lontanamente bella.
Quelle “belle” erano sempre le altre, e la cosa non mi pesava affatto, semplicemente non mi interessava. Non ci tenevo a seguire la moda del momento e a darmi un tono come la maggior parte delle mie compagne facevano. Certo, nelle piccole cose mi omologavo a “loro” ma era un effetto il più delle volte involontario piuttosto che una scelta consapevole.
Portavo i capelli lunghi e li pasticciavo di continuo come ogni tipica incosciente adolescente.
Quando si giocavano i mondiali del 90, ai tempi in cui Roberto Baggio portava il codino con le treccine volevo farmeli anche io così, ed anche se questa ormai è preistoria credo che ciò vi faccia capire quanto possa essere stata stupida da piccola.
Quando andai in Irlanda, ormai ai tempi del liceo, li feci color mogano.
Quando tornai, non contenta, feci ciuffi blu e rossi, che scolorendo diventarono prima verdi poi color paglia.
Li tagliai inevitabilmente.
Una volta ricresciuti mi feci la permanente.
Ora i miei capelli e la mia capigliatura sono diventati parte integrante di quel “LegoPoser” che sono diventata.
Sono una parte fondamentale di me ma non li curo molto, così come curo molto poco tutto il resto del mio corpo.
Sto a dieta una settimana si e tre no.
Faccio sport ma non con costanza.
Mi depilo ma non sempre.
Non passo ore davanti allo specchio a guardarmi.
Mi faccio una maschera di tanto in tanto.
Insomma non sono certo un “esteta” del corpo.
Eppure ogni tanto mi capita di riguardare certe “vecchie” foto, di quando le digitali reflex si potevano solo ancora immaginare.
Le guardo, mi guardo, inorridisco e quasi non mi riconosco.
Guardo certe foto di oggi, sorrido compiaciuta e ancora non mi riconosco.
La mia immagine è cambiata, la guardo, mi guardo e ora vedo qualcosa di bello.
A volte di talmente bello che penso…no, quella non posso essere io…e invece!
Lo so, penserete ma quanto è egocentrica e narcisista questa ragazza?!?
Lo ammetto, un po’ lo sono, ve lo concedo.
E’ vero: Io mi piaccio e non mi vergogno a dirlo, così come non mi vergogno a dire che tante altre volte non mi piaccio affatto.
Ma in fondo cosa c’è di male in ciò???
Cheers a tutti… belli e brutti!:-)
martedì, febbraio 03, 2009
Ho il cuore debole, me ne rendo conto.
Se mi facessero una rianimazione, una scossa da 100 watt per me sarebbe come riceverne una da 1000.
Tutto ciò che può farmi male viene amplificato magicamente in me.
Così, se una parola al momento sbagliato può colpire, io, ancora prima che il suono di quelle parole siano giunte al termine, mi sento trafitta.
Mentre tutto ciò che può far “bene” lo lascio fuori, è un paziente in attesa, non ha volto, non ha colore, non ha odore, non ha nulla.
Per fortuna ho uno spray che cicatrizza cinicamente ogni cosa e caramelle in abbondanza per tutto ciò che attende nell'altra stanza.
Cheers.
Se mi facessero una rianimazione, una scossa da 100 watt per me sarebbe come riceverne una da 1000.
Tutto ciò che può farmi male viene amplificato magicamente in me.
Così, se una parola al momento sbagliato può colpire, io, ancora prima che il suono di quelle parole siano giunte al termine, mi sento trafitta.
Mentre tutto ciò che può far “bene” lo lascio fuori, è un paziente in attesa, non ha volto, non ha colore, non ha odore, non ha nulla.
Per fortuna ho uno spray che cicatrizza cinicamente ogni cosa e caramelle in abbondanza per tutto ciò che attende nell'altra stanza.
Cheers.
venerdì, gennaio 30, 2009
Scrivere
Non ricordo più quando ho iniziato.
Ricordo vagamente i quaderni di quando ero piccina. Pagine e pagine di a, b, c, d, di maiuscole e di minuscole, nel tentativo di imparare a mettere una lettera dopo l’altro e di riuscire a farlo in modo "aggraziato".
Con l’esercizio ho imparato a scrivere in modo talmente disgraziato che l’altro giorno, a distanza di anni, non sono stata in grado di decifrare la mia stessa calligrafia.
Non so quando scrivere abbia iniziato a piacermi.
Quando andavo a scuola odiavo fare temi e composizioni, ma forse per il semplice fatto che non ero libera di esprimere me stessa. Non a caso il miglior tema della mia vita lo svolsi quando mi ritrovai di fronte al titolo : “ Io” e certo non fu perché così potevo finalmente dare sfogo al mio egocentrismo…anche perché ripensandoci ero piuttosto nerd al liceo.
Quel titolo mi diede semplicemente l’occasione di esprimere me stessa ed il mio ancor piccolo “io”.
Il tema venne bene, fu apprezzato con un ottimo voto e letto addirittura in classe con mia grande soddisfazione ed orgoglio.
Ho scritto biglietti adolescenziali e liceali.
Ho scritto cartoline estive e cartoline di auguri.
Ho scritto quaderni pigna e quaderni SanPaolo.
Ho scritto lettere irlandesi e lettere di “accusa” .
Ho scritto diari toscani e diari personali.
Ho scritto blog pubblici e blog privati.
Ho iniziato a scrivere un libro e poi ne ho scritto tutto un altro.
Ho scritto inviti con tanto di timbro in cera lacca.
Ho scritto racconti per impressionare.
Ho scritto mail anonime e mail autografate.
Chissà quante cose scriverò ancora.
Chissà se mai riuscirò a scrivere come desidero veramente.
Non lo so.
So che ho sempre scritto e che continuerò a scrivere, per qualcuno o per me stessa, bene o male che sia e che sempre scriverò.
Ricordo vagamente i quaderni di quando ero piccina. Pagine e pagine di a, b, c, d, di maiuscole e di minuscole, nel tentativo di imparare a mettere una lettera dopo l’altro e di riuscire a farlo in modo "aggraziato".
Con l’esercizio ho imparato a scrivere in modo talmente disgraziato che l’altro giorno, a distanza di anni, non sono stata in grado di decifrare la mia stessa calligrafia.
Non so quando scrivere abbia iniziato a piacermi.
Quando andavo a scuola odiavo fare temi e composizioni, ma forse per il semplice fatto che non ero libera di esprimere me stessa. Non a caso il miglior tema della mia vita lo svolsi quando mi ritrovai di fronte al titolo : “ Io” e certo non fu perché così potevo finalmente dare sfogo al mio egocentrismo…anche perché ripensandoci ero piuttosto nerd al liceo.
Quel titolo mi diede semplicemente l’occasione di esprimere me stessa ed il mio ancor piccolo “io”.
Il tema venne bene, fu apprezzato con un ottimo voto e letto addirittura in classe con mia grande soddisfazione ed orgoglio.
Ho scritto biglietti adolescenziali e liceali.
Ho scritto cartoline estive e cartoline di auguri.
Ho scritto quaderni pigna e quaderni SanPaolo.
Ho scritto lettere irlandesi e lettere di “accusa” .
Ho scritto diari toscani e diari personali.
Ho scritto blog pubblici e blog privati.
Ho iniziato a scrivere un libro e poi ne ho scritto tutto un altro.
Ho scritto inviti con tanto di timbro in cera lacca.
Ho scritto racconti per impressionare.
Ho scritto mail anonime e mail autografate.
Chissà quante cose scriverò ancora.
Chissà se mai riuscirò a scrivere come desidero veramente.
Non lo so.
So che ho sempre scritto e che continuerò a scrivere, per qualcuno o per me stessa, bene o male che sia e che sempre scriverò.
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